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"Le iscrizioni greche del Piemonte e ..."

Sabato 11 maggio 2019 alle ore 17 il Mu.Me. Museo Archeologico di Mergozzo propone un appuntamento che svela un tassello della più antica storia del territorio.

Mergozzo
"Le iscrizioni greche del Piemonte e ..."
L’incontro si terrà presso la sala conferenze dell’Antica Latteria, recentemente recuperata quale sede ecomuseale e spazio culturale polivalente e si inserisce nella programmazione “La pietra racconta”, organizzata grazie alla sinergia tra l’Ecomuseo del Granito, il GAM e Museo di Mergozzo e il Museo Granum di Baveno.

Il tema è stato suggerito da un reperto, rinvenuto a Omegna negli anni Sessanta del Novecento durante lavori edilizi all’inizio del lungolago Gramsci e conservato presso il Mu.Me: si tratta di un frammento di marmo con incise lettere greche, che non sono mai state interpretate e che, per la loro rarità nel contesto del VCO, portarono i primi editori a dubitare dell’autenticità del reperto. Grazie all’interessamento della funzionaria archeologa di zona Elisa Lanza, lo studio del misterioso frammento iscritto è stato finalmente affidato ad una grecista di comprovata esperienza, la professoressa Enrica Culasso, docente di Storia ed Epigrafia greca presso l’Università degli Studi di Torino, la quale ha ritenuto il documento autentico e di grande interesse, benché di difficile lettura.

La conferenza sarà occasione per rivelare il significato dell’iscrizione, svelando un poco il mistero che lo ha sino ad ora avvolto. Il tutto sarà inserito nel quadro delle presenze di iscrizioni greche in Piemonte, una categoria non certo comune, ma attestata, a documentare in varie fasi del passato il passaggio o la permanenza di personaggi grecofoni,
soprattutto durante l’età romana imperiale e tardo-antica.

Ci piace collegare la presenza di Greci sul lago d’Orta anche al racconto agiografico dei Santi Giulio e Giuliano, che erano appunto greci, così come greci furono alcuni dei primi vescovi della diocesi di Novara, come il vescovo Filacrio, che fu sepolto sull’Isola di San Giulio. Chissà se la misteriosa epigrafe potrà dirci qualcosa in più su queste presenze?

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