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Progetto Wolfalps: il ritorno del lupo sulle Alpi e in Val d'Ossola

Venerdì 19 settembre presso la sala conferenze della Comunità Montana Valli dell'Ossola si è tenuto un incontro dal titolo “Il ritorno del lupo sulle Alpi e in Val d'Ossola”.

Domodossola
Progetto Wolfalps: il ritorno del lupo sulle Alpi e in Val d'Ossola
L'incontro, voluto dall’Ente Parco Nazionale Val Grande e dall’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Ossola aveva lo scopo di presentare ai cacciatori della provincia il progetto LIFE WolfAlps, "Il Lupo nelle Alpi", un progetto internazionale di monitoraggio e ricerca sul fenomeno dell’espansione naturale della specie che, dalle Alpi occidentali, dalla Slovenia e più marginalmente dai Carpazi sta lentamente ri-colonizzando l’arco alpino.

La serata è stata molto partecipata. Erano presenti il presidente del Parco Nazionale Val Grande Pierleonardo Zaccheo e i due direttori delle aree protette promotrici dell’incontro, Tullio Bagnati per il Parco Val Grande e Ivano De Negri per le Aree Protette dell’Ossola, che ha introdotto segnalando l'importanza della comunicazione alle comunità locali e al territorio di questo genere di iniziative. Solo così infatti è possibile gestire gli inevitabili conflitti che la presenza di questo predatore determina al suo arrivo. Alla serata era presente anche personale della Polizia provinciale e del CFS che partecipano al medesimo progetto.

Le relazioni di approfondimento sono state tenute da Radames Bionda (Aree Protette dell'Ossola) con un inquadramento della situazione attuale del lupo sulle Alpi e nel Verbano Cusio Ossola e da Cristina Movalli (Parco Nazionale Val Grande) con la presentazione del progetto e delle azioni coordinate per la conservazione del lupo nelle aree chiave.

Dopo gli interventi l'interesse dei presenti ha spaziato con domande sulla provenienza degli esemplari, sulla possibilità di ibridazione con il cane, sul rischio di malattie che questi animali possono contrarre e altre cause di mortalità. Purtroppo in molti casi la causa di quest'ultima è l'uomo, soprattutto a causa di incidenti stradali e bracconaggio. Al termine della serata è stato chiesto ai cacciatori presenti la collaborazione nel "tenere gli occhi aperti" e segnalare tempestivamente eventuali segni di presenza ai tecnici dei parchi e alle guardie provinciali o alla forestale.

La comunicazione, come ribadito nel corso della serata, è un asse strategico del Life: la gestione del lupo non può solo seguire i semplici canoni tecnici della biologia ma deve confrontarsi con la complessità culturale derivante dalla stratificazione negli anni di innumerevoli storie, leggende, mistificazioni, interpretazioni che poco hanno a che fare con la realtà. “WolfAlps: il lupo nelle Alpi" nei cinque anni in cui si svolgerà, divulgherà in modo trasparente i risultati degli interventi condotti e diffonderà informazioni sulla presenza del lupo e sul suo impatto su prede selvatiche e domestiche. In quest’ottica i temi affrontati con i cacciatori nella serata di Dom



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lady oscar qualcuno sa?
lady oscar
24 Settembre 2014 - 14:03
 
Quando si potrà sapere se sarà pericoloso andare x boschi e sentieri? Non sempre ho la spada dietro... Non potremo più scarpinare in montagna?



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