Il volume si segnala anche per il suo valore attuale: con un linguaggio accessibile ma ricco di riferimenti culturali, aiuta a riflettere criticamente sulle derive della contemporanea “gastromania” e a riscoprire il cibo non come oggetto di consumo o di moda, ma come esperienza relazionale, concreta ed ecologica. Per questo il testo si presta molto bene a un gruppo di lettura filosofico: partendo dal tema apparentemente quotidiano del gusto, apre infatti questioni più ampie sull’estetica, sull’educazione sensibile, sul giudizio e sul nostro modo di abitare il mondo.
Nicola Perullo è filosofo e saggista, nato a Livorno nel 1970. Insegna all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove è professore ordinario di Estetica; la sua ricerca si è concentrata in particolare sull’estetica del gusto, sulla filosofia del cibo e sul rapporto tra esperienza sensibile, arte e gastronomia. La sua riflessione su Il gusto come esperienza, pubblicato per la prima volta nel 2012, ha contribuito a definire un approccio innovativo all’apprezzamento gustativo, divenuto un punto di riferimento nel settore; il libro è stato anche tradotto in portoghese e in inglese.
