Durante l'ultimo Consiglio Comunale l’Amministrazione ha finalmente scoperto le carte sulfuturo dell’ospedale Castelli, ma lo ha fatto nel modo peggiore possibile.
Al termine di una seduta particolarmente tesa – segnata da momenti di forte nervosismo – si è arrivati alla discussione di un ordine del giorno sul futuro del Castelli nel nuovo assetto della medicina territoriale, anticipata rispetto alla scaletta su interessamento dei nostri gruppi.
La proposta, presentata dal gruppo Marchionini per Rabaini, conteneva molti punti in comune con una mozione già depositata dai nostri gruppi. Per questo motivo, fin da subito, abbiamo espresso disponibilità a convergere su un testo condiviso.
Il documento impegnava il Consiglio su questioni fondamentali: conoscere con chiarezza il destino dell’ospedale Castelli, al di là delle dichiarazioni generiche; garantire la piena operatività della struttura fino all’apertura del nuovo ospedale provinciale; mantenere l’indirizzo pubblico del presidio, in un contesto in cui già il 70% dei posti letto del VCO è affidato alla sanità privata convenzionata; attivare strumenti di confronto pubblico e monitoraggio, come gruppi di lavoro consiliari e assemblee con i cittadini.
Grazie a un nostro emendamento, il testo è stato inoltre rafforzato con l’impegno a sviluppare politiche per attrarre personale sanitario, in particolare medici di famiglia, oggi drammaticamente carenti sul territorio.
Temi di buon senso, trasversali, che sembravano trovare inizialmente una disponibilità anche nella maggioranza. Un passaggio che avrebbe rappresentato non solo un atto formale, ma un impegno politico forte e unitario, capace di rafforzare la posizione del Sindaco nelle trattative con la Regione.
E invece, a sorpresa, la maggioranza ha scelto di bocciare il documento.
Il capogruppo Ricca e il sindaco Albertella, pur riconoscendo in parte la validità dei contenuti – già presenti negli atti regionali – hanno spinto per il voto contrario, affossando una proposta che poteva unire il Consiglio.
Una scelta grave e incomprensibile, che ha lasciato perplessi anche diversi consiglieri di maggioranza. La ragione appare evidente: difendere l’ingresso dei privati nella gestione dell’ospedale Castelli.
Si tratta dell’ennesimo cambio di posizione del Sindaco e della sua maggioranza. In campagna elettorale si difendeva il mantenimento degli ospedali Castelli e San Biagio; oggi si sostiene invece un modello che apre ai privati nella gestione della sanità pubblica, con costi a carico dell’ASL e quindi dei cittadini.
Almeno ora la posizione è chiara. Se l’obiettivo è favorire il privato nella sanità, è giusto che i cittadini ne siano consapevoli.
Come gruppi consiliari continueremo a vigilare e a batterci per una sanità pubblica, territoriale e di qualità. Difenderemo il ruolo del Castelli all’interno del sistema dei servizi pubblici e lavoreremo per colmare le gravi carenze della sanità territoriale, frutto delle scelte della giunta Cirio.
PD e Verbania si prende cura su Castelli
Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato di PD e Verbania si prende cura: "Scelta grave, si apre ai privati e si indebolisce la città”.
1 commento Aggiungi il tuo
A me onestamente stupisce molto la posizione politica del PD riguardo le scelte di politica sanitaria dell'ultimo semestre... la trovo del tutto incoerente con il passato, quando difendeva l'idea di un ospedale unico per il VCO. E' incoerente pure Albertella certo, ma almeno ha la giustificazione di pensare al suo futuro politico, mentre per il PD questa posizione da cosa è mediata? Proviamo a capirlo, magari ci arrivo e ci arriviamo insieme:
la regione ha commissionato ad un ingegnere di PoliTo uno studio che doveva individuare un'area su cui fare un ospedale per la provincia, ok. Partiamo dal metodo: si è scelto un professionista di nullo riconoscimento scientifico internazionale (cercatelo su Google Scholar, e vedrete che ha un numero di pubblicazioni e citazioni pari ad un dottorando alle prime armi), mentre in Italia esistono professionisti in questi settori riconosciuti come i migliori al mondo (per esempio Andrea Rolando, UniPde EPFL) che ottiene più citazioni in due/tre giorni del collega di PoliTo in tutta la sua carriera... Inoltre la ricerca dell'ingegnere di PoliTo è in buon parte supportata finanziariamente da chi? Da Regione Piemonte! Che gli ha commissionato vari studi che di fatto compongono la gran parte della sua esperienza... ora, voi mi insegnate che se ho una sola fonte di finanziamento non vado a creare problemi di chi mi dà i soldi... o forse no? Ma passiamo al merito: lo studio non tiene conto, naturalmente di alcun modello di sviluppo saniario secondo quanto indicato dall'OMS, ne dall'UE, ne dal Ministero! Dove sono i dati sulle urgenze? sull'età media? sulla stagionalità dei pazienti? Lì si parla di aree di esondazione e di terreni pendenti... ma noi dovremmo fare un ospedale mica un campo da calcio! Inoltre, pur nella sua banalità il rapporto dice una cosa verissima: l'ospedale di verbania si chiude (ma volete dire ai leghisti locali che Humanitas non lo vuole più? Maroni è trapassato, poveretto, da anni ormai!) e i pazienti di Verbania e del Cusio andranno a Borgomanero, come del resto per molte cose già fanno. (Borgomanero, se non fosse troppo distante sarebbe tra l'altro anche indirizzato molto bene verso l'hub di Novara). Poi dice che per ragioni palliative a Domo non si farà l'ospedale (forse perchè Pizzi non piace troppo in regione?) ma lo si farà, dispettino e cioccolatino, a Piedimulera. Ma PDM sarà necessariamente l'ospedale dell'ossola, tra l'altro visti i numeri, le dinamiche e le distanze un ospedale che nasce morto. E il PD che dice? va bene signori? boh... io non vi capisco proprio...
la regione ha commissionato ad un ingegnere di PoliTo uno studio che doveva individuare un'area su cui fare un ospedale per la provincia, ok. Partiamo dal metodo: si è scelto un professionista di nullo riconoscimento scientifico internazionale (cercatelo su Google Scholar, e vedrete che ha un numero di pubblicazioni e citazioni pari ad un dottorando alle prime armi), mentre in Italia esistono professionisti in questi settori riconosciuti come i migliori al mondo (per esempio Andrea Rolando, UniPde EPFL) che ottiene più citazioni in due/tre giorni del collega di PoliTo in tutta la sua carriera... Inoltre la ricerca dell'ingegnere di PoliTo è in buon parte supportata finanziariamente da chi? Da Regione Piemonte! Che gli ha commissionato vari studi che di fatto compongono la gran parte della sua esperienza... ora, voi mi insegnate che se ho una sola fonte di finanziamento non vado a creare problemi di chi mi dà i soldi... o forse no? Ma passiamo al merito: lo studio non tiene conto, naturalmente di alcun modello di sviluppo saniario secondo quanto indicato dall'OMS, ne dall'UE, ne dal Ministero! Dove sono i dati sulle urgenze? sull'età media? sulla stagionalità dei pazienti? Lì si parla di aree di esondazione e di terreni pendenti... ma noi dovremmo fare un ospedale mica un campo da calcio! Inoltre, pur nella sua banalità il rapporto dice una cosa verissima: l'ospedale di verbania si chiude (ma volete dire ai leghisti locali che Humanitas non lo vuole più? Maroni è trapassato, poveretto, da anni ormai!) e i pazienti di Verbania e del Cusio andranno a Borgomanero, come del resto per molte cose già fanno. (Borgomanero, se non fosse troppo distante sarebbe tra l'altro anche indirizzato molto bene verso l'hub di Novara). Poi dice che per ragioni palliative a Domo non si farà l'ospedale (forse perchè Pizzi non piace troppo in regione?) ma lo si farà, dispettino e cioccolatino, a Piedimulera. Ma PDM sarà necessariamente l'ospedale dell'ossola, tra l'altro visti i numeri, le dinamiche e le distanze un ospedale che nasce morto. E il PD che dice? va bene signori? boh... io non vi capisco proprio...
Per commentare occorre essere un utente iscritto
