Sanità: "Insieme per un dono" replica al sindaco Albertella

Sanità nel VCO, il comitato "Insieme per un dono" replica al sindaco Albertella: "Servizi in chiusura, non mantenuti".

Domodossola
Sanità: "Insieme per un dono" replica al sindaco Albertella
Il comitato "Insieme per un dono" torna a esprimere forti perplessità sulla situazione della sanità pubblica nel VCO, in particolare per quanto riguarda l'ospedale San Biagio di Domodossola, e prende le distanze dalle rassicurazioni arrivate dal sindaco di Verbania, Giandomenico Albertella.

Il comitato contesta la posizione di Albertella, che a nome dei sindaci del VCO avrebbe parlato di criticità ma anche di rassicurazioni soddisfacenti da parte della direzione dell'Asl, con l'obiettivo di mantenere le funzioni dei due ospedali fino all'apertura del nuovo presidio unico. Secondo l'associazione, questa lettura non corrisponde alla realtà.

A sostegno della loro tesi, i rappresentanti del comitato sottolineano la criticità della lista d'attesa per interventi urologici, che conta circa 900 pazienti, e dubitano che i medici di Orbassano, presenti solo nei fine settimana, possano rispondere adeguatamente al fabbisogno. Ritengono inoltre che molti pazienti si siano già rivolti ad altre strutture pubbliche o private.

Il punto nascite è un altro tema caldo: il comitato lamenta che la questione non fosse all'ordine del giorno della riunione dei sindaci, nonostante la chiusura del servizio a Domodossola comporterà la fine della pediatria in tutto il territorio ossolano. Ciò significa che circa duemila accessi annuali al pronto soccorso pediatrico di Domodossola dovranno essere gestiti a Verbania, con il rischio di sovraccarico. A oggi, secondo il comitato, non esiste un protocollo per la gestione delle urgenze pediatriche notturne e festive a Domodossola, se non annunci generici su telemedicina e ambulatori domenicali.

Critiche anche sulla situazione dell'ospedale Castelli di Verbania: il comitato segnala la mancanza di un primario di Ostetricia e Ginecologia, le dimissioni di altri primari e il rischio di ulteriori partenze verso la Svizzera o il privato. In caso di parto d'urgenza a Domodossola, dopo la chiusura del punto nascite, restano dubbi su chi potrebbe assistere il neonato in assenza di pediatra. Secondo il comitato, il sindaco di Domodossola si sarebbe dissociato dalla posizione espressa da Albertella, condividendo le preoccupazioni del comitato. La conclusione è che, contrariamente a quanto dichiarato, i servizi non verrebbero mantenuti ma chiusi definitivamente.



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Vedi il profilo di lupusinfabula Esperienza recente e dirette
lupusinfabula
28 Luglio 2026 - 12:06
 
Mia suocera, 86anni, giunta al DEA di Pallanza alle ore 16.00 di giovedì (codice verde) viene dimessa alle ore 03.00 di venerdì notte dopo estenuanti ore di attesa su una scomodissima sedia e nonostante due richieste/solleciti di intervento della figlia che era con lei. Ditemi voi cosa avrebbe potuto fare un'ottantaseienne, se sola, alle tre di notte quando anche i taxi non rispondono al telefono! Per favore, invece di continuare ad intestardirsi su di un ipotetico e molto futuribile ospedale unico, ancor più distante sia da Verbania che da Domodossola, cercate di fare funzionare meglio quelli esistenti.



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