M5S: resilienza urbana

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO, riguardante cambiamento climatico e resilienza urbana a Verbania.

Verbania
M5S: resilienza urbana
A giugno ci eravamo posti una domanda semplice: Verbania sta costruendo una città più vivibile oppure si sta limitando a rinnovare la propria armatura di cemento e asfalto?

A distanza di pochi mesi, il caldo record e il Lago Maggiore ai minimi storici rendono quella domanda inevitabile. Non è più una riflessione per urbanisti o ambientalisti: è una questione che riguarda la qualità della vita, la salute pubblica e il futuro economico del territorio. Quest'estate il Verbano ha raggiunto livelli eccezionalmente bassi, peggiori persino delle grandi siccità del 2003 e del 2022. ARPA Piemonte e i ricercatori del CNR-IRSA di Pallanza hanno spiegato con chiarezza ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: non siamo di fronte a un evento straordinario, ma agli effetti concreti del cambiamento climatico.

Continuare a considerare queste situazioni come emergenze temporanee significa non voler vedere la realtà. Le estati torride, la scarsità d'acqua e gli eventi estremi non rappresentano più un'eccezione. Sono il nuovo contesto nel quale cittadini, amministrazioni e imprese dovranno operare.

Per questo la questione non è se intervenire, ma come.

Negli ultimi anni, osservando gran parte delle opere pubbliche realizzate in città, emerge una tendenza evidente: si continua a privilegiare cemento, asfalto e lastricati in pietra o marmo, mentre il verde urbano resta spesso marginale. Nuove piazze, parcheggi, strade e spazi pubblici vengono progettati soprattutto come superfici costruite, con una presenza limitata di alberature, zone d'ombra e aree permeabili.

È un approccio che forse apparteneva a un'altra epoca, quando il tema del surriscaldamento urbano non era ancora centrale. Oggi, però, sappiamo che una città con meno alberi e più superfici minerali accumula più calore, offre meno comfort ai cittadini e diventa più vulnerabile durante le ondate di caldo.

Ogni cantiere aperto oggi è una scelta che influenzerà la città per decenni. Ogni metro quadrato asfaltato senza prevedere alberature, superfici drenanti o spazi verdi è un'occasione persa. Al contrario, ogni intervento che restituisce spazio alla natura rappresenta un investimento sulla resilienza urbana, sulla salute delle persone e sul valore del territorio.

Anche quando si interviene sul verde, occorre una visione più attenta. La priorità dovrebbe essere la tutela e l'incremento delle specie autoctone, capaci di integrarsi negli ecosistemi locali e di garantire benefici ambientali duraturi. Troppo spesso, invece, le piantumazioni vengono considerate un elemento decorativo secondario, senza una strategia complessiva che valorizzi biodiversità, ombreggiamento e adattamento climatico.

Non mancano esempi da seguire. Genova ha inserito la depavimentazione nei propri strumenti urbanistici, con un progetto pilota che vede tra i coordinatori scientifici proprio il CNR-IRSA di Verbania, insieme ad alcune università. Milano e Firenze stanno rimuovendo superfici asfaltate per creare spazi più verdi e più freschi. Bologna ha sviluppato una rete di rifugi climatici per proteggere le persone più vulnerabili durante le ondate di calore. Non si tratta di scelte ideologiche. Sono politiche pubbliche basate su dati scientifici e già adottate in molte città europee e italiane perché funzionano.

Anche Verbania possiede tutte le risorse per diventare un punto di riferimento nazionale. Ha Villa Taranto, uno dei patrimoni botanici più importanti d'Europa. Ha il CNR-IRSA di Pallanza, centro di eccellenza nella ricerca ambientale. Può contare sulla collaborazione con università, enti di ricerca e professionisti qualificati che operano sul territorio.

Le competenze, dunque, non mancano. Ciò che serve è la volontà politica di metterle a sistema.

Da dicembre 2025 il sindaco Giandomenico Albertella, laureato in architettura, guida anche la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. È una circostanza rara che offre un'opportunità altrettanto rara: coordinare le strategie comunali e provinciali per affrontare la sfida climatica con una visione unitaria, forte anche di una formazione tecnica che conosce da vicino i temi della pianificazione urbana.

È il momento di passare dagli interventi episodici a un vero piano di adattamento climatico. Un programma che includa depavimentazione, forestazione urbana, rifugi climatici, tutela delle risorse idriche e partecipazione attiva dei cittadini. Un piano sostenuto da risorse europee e regionali e accompagnato da strumenti di trasparenza, come un bilancio arboreo pubblico e aggiornato.

In questo quadro, il Forum dei Giardini Storici e degli Orti Botanici in programma a ottobre tra Villa Taranto e Villa Giulia può rappresentare un'occasione preziosa. Ma il territorio non ha bisogno soltanto di convegni e buone intenzioni. Ha bisogno che le conoscenze prodotte da ricercatori ed esperti si traducano in decisioni concrete.

Il Lago Maggiore non è soltanto il simbolo del nostro paesaggio: è la base della nostra economia turistica e della nostra identità. Proteggerlo significa proteggere il futuro della comunità.

La vera domanda, oggi, non è se il cambiamento climatico stia arrivando. È già qui. La domanda è se Verbania intenda prepararsi oppure continuare a rincorrere le emergenze. Perché le città che sapranno adattarsi saranno quelle che offriranno qualità della vita, attrattività e opportunità. Le altre rischiano di restare imprigionate in modelli urbanistici pensati per un clima che non esiste più.

Il tempo delle analisi è finito. È arrivato quello delle scelte.

Imerio Frattini
Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO



14 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di paolo de piccoli 1resilienza urbana
paolo de piccoli
6 Settembre 2026 - 08:16
 
Concordo su tutto e avrei una piccola proposta :trasformare Piazza Mercato in un bosco urbano con alberi e prato. Una fontana a raso con cento spruzzi al centro dove i bambini possano giocare con l'acqua d'estate. Ho visto una cosa simile in un quartiere di Madrid tanti anni fà ,era fantastico...!
Per le auto si troveranno altri spazi,la priorità sono le persone.
Vedi il profilo di danilooscarflavio Resilienza urbana
danilooscarflavio
6 Settembre 2026 - 08:46
 
Un plauso ai 5 stelle. Il tema del riscaldamento globale e le conseguenti necessità di investire nel rinnovo intelligente delle nostre città dovrebbe essere il tema centrale dell'azione amministrativa e politica. Invece viene clamorosamente taciuto e ignorato soprattutto da chi governa, a ogni livello. Spero che questo articolo, ineccepibile e condivisibile, sproni i nostri ambientalisti in consiglio comunale ad alzare ancora più la voce, perché li vedo un po' troppo timidi
Vedi il profilo di Wilma Reschiglian Tutto bello
Wilma Reschiglian
6 Settembre 2026 - 10:46
 
Non so perché, ma ho sempre l'impressione che la politica sia indietro e di tanto dalla realtà e dalle reali necessità, che veda solo il lato esteriore dei problemi. L'acqua, signori, questa è la priorità! Siccità, incendi boschivi, acquedotti riforniti da autobotti, coltivazioni alimentari, contenimenti alluvionali, dilavamenti franosi, e quant'altro il cambiamento climatico ci ha portato quest'anno e si ripeterà nel prossimo come negli anni a venire. Il verde in città non è così urgente quanto l'acqua potabile a disposizione.
Vedi il profilo di gennaro scognamiglio Ma
gennaro scognamiglio
6 Settembre 2026 - 12:08
 
Ma questi invece di nascondersi parlano sempre
Vedi il profilo di Filippo Re: resilienza urbana
Filippo
6 Settembre 2026 - 12:43
 
Ciao paolo de piccoli basta andare a Locarno dove sopra il parcheggio sotterraneo vicino al lago c'è un giardino alberato
Vedi il profilo di Filippo Re: Resilienza urbana
Filippo
6 Settembre 2026 - 12:45
 
Ciao danilooscarflavio ma questi dove erano quando hanno fatto il progetto della piazza vecchio imbarcadero, costata un botto, che è una distesa lastricata dove far cuocere le uova
Vedi il profilo di danilooscarflavio Parcheggio verde?
danilooscarflavio
6 Settembre 2026 - 13:29
 
Quanto a trasformare piazza mercato in bosco (proposta un po' velleitaria) sarebbe già tanto sostituire l'asfalto con autobloccanti a verde, almeno per gli stalli, e ombreggiare tutto con filari di alberi delle specie opportune. Fattibile, relativamente poco costoso e molto efficace!
Vedi il profilo di Wilma Reschiglian Nessun dorma!
Wilma Reschiglian
6 Settembre 2026 - 14:28
 
Vi rendete conto che la piazza del mercato è ad un livello inferiore a quello zero del lago? Che ogni volta che il lago supera quel livello la strada è la piazza rischiano l'allagamento che puntualmente arriva con l'esondazione del lago. Che fine faranno a quel punto, piante, alberi e fondi in plastica? Ci aspettano frequenti nubifragi in futuro, cerchiamo di essere più pratici, grazie.
Vedi il profilo di lupusinfabula In generale
lupusinfabula
6 Settembre 2026 - 20:02
 
Parlo in generale non abitando a Verbania: l'acqua deve servire in prima istanza alle persone ed agli animali, all'agricoltura, all'artigianato ed all'industria, solo e quando saranno soddisfatti questi bisogni idrici primari si potrà pensare alle fontane et similia.
Vedi il profilo di danilooscarflavio 1Re: Nessun dorma!
danilooscarflavio
7 Settembre 2026 - 11:00
 
Ciao Wilma Reschiglian, il lago in piazza mercato non so se ci sia mai arrivato e comunque non restando così a lungo da causare la morte di alberi di specie idonee. Gli autobloccanti inverditi non subiscono gravi danni dalla sommersione (la piena di lago non ha la corrente di una piena di fiume): i campeggi di Fobdotoce li hanno usati da anni per pavimentare ampie superfici, anche soggette a periodiche sommersioni.
Vedi il profilo di danilooscarflavio Re: Tutto bello
danilooscarflavio
7 Settembre 2026 - 11:05
 
Ciao Wilma Reschiglian
Una città "resiliente" , con più verde non solo per l'ombra ma anche per un rapido ritorno dell'acqua in falda, favorisce anche il mantenimento di acqua disponibile per la potabilizzazione. Le due cose vanno insieme
Vedi il profilo di Wilma Reschiglian Convengo...
Wilma Reschiglian
7 Settembre 2026 - 12:14
 
Convengo sul fatto che il verde favorisca l'assorbimento dell'acqua nel suolo, non c'è dubbio, ma data la natura montuosa del nostro territorio e i percorsi che l'acqua meteorica percorre per arrivare all'acquedotto, mi pare evidente che la precedenza vada agli ausilii/aiuti in quota. Parlo di una visione d'insieme di tutto il bacino idrico.... Non sono contraria al verde in città, ma sono contraria allo spreco di denaro pubblico in iniziative, diciamo, poco pratiche e di scarsa resa in beneficio per le persone.
Vedi il profilo di SHPALMAN 1emergenza verde
SHPALMAN
11 Settembre 2026 - 15:58
 
Parlare di emergenza verde a Verbania, quando Verbania è circondata da boschi e prati sul monterosso e sulle montagne attorno, mi sembra un'esagerazione se non un'osservazione priva di ragione.
Vedi il profilo di danilooscarflavio Re: emergenza verde
danilooscarflavio
12 Settembre 2026 - 12:51
 
Ciao SHPALMAN, immagina di essere un anziano o di avere bimbi piccoli e dover passare la naggior parte del tempo tra Intra, Pallanza, S.Anna, Suna e non nei boschi in collina: l'asfalto rovente d'estate e il sole a picco passeggiando su piazze deserte non sono un buon ambiente. Trovare l'auto a sera come un forno perché i parcheggi non sono alterati non è qualita della vita. Ce ne siamo accorti bene quest'estate e sarà sempre peggio.



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