Il Gruppo Mu in mostra alla Specola

La Mostra inaugurata Domenica 13 settembre 2026, alle ore 16:00 – Specola, via Cadorna Pallanza, si diffonde anche presso sede Lakeside, Biganzolo Piazza Morrone 1

Verbania
Il Gruppo Mu in mostra alla Specola
Esposizione opere plastiche di piccolo formato, nate durante la preparazione della mostra alla Specola, accanto a dipinti risalenti agli esordi del gruppo di artisti Mu.

Un'opera è esposta anche presso il MiGAM (NonEdicola ai Pontini Intra)

Periodo espositivo :
13 settembre - 11 ottobre 2026

La Specola e il MiGAM sono visitable 24 ore su 24, la sede Lakeside a Biganzolo Piazza Morrone 1, su prenotazione telefonica: 349 6818393

La collaborazione tra gli artisti svizzeri Ulrich Binder, Erwin Hofstetter e Markus Schwander nasce negli anni Ottanta, quando tutti e tre frequentano la Scuola di Design di Lucerna. In quegli anni fondano il gruppo μ (mu), un progetto che assume una posizione radicale: sospendere la produzione di immagini per interrogarne criticamente il senso e le condizioni di possibilità. Di quella esperienza rimangono lettere, disegni e opere su carta, frutto di una collaborazione a distanza che per lungo tempo si è ritenuta perduta.

Le loro strade si dividono presto. Gli anni della formazione, il lavoro e i viaggi interrompono ogni contatto, che verrà riallacciato soltanto molti decenni dopo, al momento del pensionamento. Il tempo trascorso non cancella il dialogo; lo trasforma. Pur avendo sviluppato linguaggi profondamente diversi, i tre artisti scoprono che il confronto è rimasto intatto e, forse, è diventato ancora più fertile. Guardare al proprio percorso con la distanza degli anni significa anche rileggere successi e fallimenti senza il bisogno di giustificarli, lasciando che siano l'ironia e la curiosità a prendere il posto delle aspettative.

La Specola, un osservatorio astronomico, offre il contesto ideale per questa ricerca. Osservare il cielo significa confrontarsi con tempi e distanze che eccedono la misura dell'esperienza quotidiana. È sorprendente che pochi punti luminosi, dispersi nell'immensità del cosmo, abbiano saputo generare sistemi di conoscenza, miti, calcoli, narrazioni e immagini del mondo. Ancora oggi, nonostante la precisione degli strumenti scientifici, quei frammenti di luce rappresentano il punto di partenza della nostra conoscenza. Ogni osservazione amplia il campo del visibile e, nello stesso tempo, rende più evidente quanto vasto rimanga ciò che continua a sottrarsi allo sguardo.

Nello specchio delle stelle si sviluppa in tre luoghi: La Specola, l’osservatorio astronomico di Pallanza, MiGAM, presso la NonEdicola ai Pontini, Intra, e la Galleria Lakeside di Biganzolo.

Gli artisti hanno scelto di non trasferire opere già concluse oltre il Passo del Sempione. Il progetto prende forma direttamente sul territorio, attraverso materiali, oggetti e situazioni incontrati durante il lavoro. Nasce così un'unica installazione distribuita nello spazio, nella quale ciascun luogo svolge una funzione specifica.

La Galleria Lakeside presenta opere plastiche di piccolo formato, nate durante la preparazione della mostra alla Specola, accanto a dipinti risalenti agli esordi del gruppo di artisti Mu, intorno al 1986. La piccola storia e la grande Storia.

Presso il MiGAM, i visitatori guardano attraverso uno spioncino, quasi fosse un telescopio, e scoprono uno spazio indefinibile, che sfugge a ogni possibilità di misurazione. L’interno può apparire più vasto delle dimensioni esterne dell’edicola: uno spazio dell’immaginazione, abitato da un oggetto extraterrestre.

Il percorso si conclude infine alla Specola, che dal 1858 raccoglie raggi luminosi provenienti da ogni parte dell’universo. Il fatto che alcuni di questi abbiano viaggiato più a lungo di quanto siano vissute le loro sorgenti e sembrino, in un certo senso, più durevoli della materia da cui hanno avuto origine, ha suggerito agli artisti un’installazione di forte impatto. Qui le onde luminose tornano a farsi oggetti: reliquie dell’umano desiderio di conoscenza, intrise d’immaginazione. Non riflettono soltanto la ricerca della bellezza nel mondo, ma forse, ancora più profondamente, un desiderio di trascendenza.
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