L’iniziativa intende far conoscere la tragica vicenda dei militari italiani catturati e deportati in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. L’offerta di collaborare con i nazisti o di aderire alla repubblica di Salò per essere rimpatriati venne rifiutata dalla maggior parte dei catturati: la massa dei militari scelse di rimanere imprigionata nei lager piuttosto che riconoscere l’autorità fascista. Fu un autentico atto di resistenza, nonostante la fame, le umiliazioni e i lavori forzati. Per ritorsione, il 20 settembre 1943 Hitler decise l’esclusione dei militari italiani dallo status di “prigionieri di guerra” e creò la qualifica di “internati militari italiani” (IMI), negando loro i diritti previsti dalle convenzioni internazionali. Gli IMI furono lasciati all’arbitrio totale della Germania nazista e utilizzati come forza lavoro da sfruttare per la macchina bellica tedesca. Dal 2025, in Italia, proprio il 20 settembre è stato riconosciuto come Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi.
La mostra Schiavi di Hitler. L’altra Resistenza, curata da Valter Merazzi e Maura Sala, racconterà le sofferenze e la vita quotidiana degli IMI e dei deportati civili attraverso memorie, disegni originali, fotografie, documenti d’archivio, testimonianze. L’iniziativa è organizzata assieme all’Istituto storico della Resistenza “Piero Fornara” di Novara, che ha prodotto il documentario Quelli che dissero no, curato da Enrico Omodeo Salé e da Viviana Barucchelli. Il documentario raccoglie interviste a famigliari di internati militari originari delle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Oltre ai curatori, parteciperanno all’incontro Elena Mastretta, Gianni Galli e Anna Cardano dell’Istituto storico della Resistenza.
La mostra Schiavi di Hitler sarà visitabile alla Casa della Resistenza fino a venerdì 11 settembre, negli orari di apertura della sede.
Ingresso libero e gratuito.
