Al centro della mobilitazione, diverse criticità: compensi inadeguati, aree di consegna sempre più ampie che aumentano i costi a carico dei lavoratori (manutenzione, carburante) e un sistema algoritmico che penalizza chi rifiuta corse con tariffe troppo basse, limitando di fatto la libertà di scelta e comprimendo i guadagni. A ciò si aggiunge la mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) e scarse tutele in caso di infortunio, nonostante l’elevato rischio legato al traffico urbano.
I rider chiedono: tariffe minime garantite e trasparenti, riduzione delle aree di consegna, maggiore controllo umano sugli algoritmi, e l’obbligo per le aziende di fornire DPI e coperture assicurative complete.
“Non si tratta solo di denuncia, ma di proposta – dichiarano Lucia Penna, Segretaria Generale Nidil Novara e VCO, ed Enrico Francia, funzionario Nidil Torino – vogliamo aprire un confronto concreto con l’azienda e le istituzioni”. L’invito alla partecipazione è esteso a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, in nome di una battaglia per la dignità e la giustizia sociale nel mondo del lavoro digitale.
