Dal 1° maggio partirà la sperimentazione della “tariffa puntuale” (Tarip) e, dal 1° gennaio 2027, il calcolo della tassa sui rifiuti sarà fondato sul principio “paghi per quanto produci”: un sistema di pagamento commisurato al comportamento di ciascuno, in linea con gli obiettivi della Regione Piemonte e le direttive ARERA. Il Comune afferma che una parte della tassa sarà infatti calcolata in base al rifiuto indifferenziato prodotto da ciascuna utenza, singola o aggregata (es. condominio), mentre la restante parte continuerà a essere definita in base alla superficie e al numero di componenti del nucleo familiare o alla categoria di appartenenza per le attività economiche.
Ma è veramente così?
Premettiamo che siamo pienamente favorevoli alla Tarip e a una riduzione sostanziale del rifiuto indifferenziato. Ad oggi, la tassa sui rifiuti è calcolata in base al numero di componenti del nucleo familiare e alle metrature degli edifici. Dal 1° gennaio, nei calcoli verrà conteggiato anche il numero di sacchi conferiti: un calcolo in volume, non in kg.
Per la rilevazione dei volumi verranno forniti sacchetti dotati di un sistema di riconoscimento dell’utenza (transponder RFID) collegato all’utenza stessa, oppure quest’ultimo verrà applicato al bidone e conteggerà gli svuotamenti. Questa modalità garantirà il conteggio del numero di svuotamenti del bidone o del numero di sacchi esposti, con attribuzione puntuale all’utenza stessa. Fin qui tutto bene, verrebbe da dire, ma nella pratica si evidenziano molteplici criticità che ci preme segnalare.
Abbiamo tre categorie di utenze così ripartite:
Fascia 1 – unità unifamiliari (le villette singole, per intenderci), piccoli condomini fino a 12 unità abitative e piccole attività commerciali. Questa è l’unica categoria che avrà il sacco con transponder: l’utente esporrà i sacchi singoli e l’operatore dovrà caricarli uno alla volta.
Fascia 2 – condomini con 13 unità familiari o più. In questo caso il transponder sarà applicato al cassonetto, in cui andranno conferiti i sacchi conformi. Sarà premura dei condomini esporre il cassonetto solo quando sarà effettivamente pieno, per evitare di pagare cassonetti mezzi vuoti come se fossero pieni. Qui il calcolo sarà aggregato: il costo totale verrà ripartito tra tutti i condomini in proporzione al nucleo familiare e ai metri quadrati. Tuttavia, non viene fatta alcuna distinzione tra condomini virtuosi, che producono poco indifferenziato, e condomini meno attenti, che riempiono il cassonetto senza controllo.
Fascia 3 – grandi attività (GDO, ma anche bar, ristoranti, ecc.). In questo caso il transponder sarà sempre applicato al cassonetto, ma potranno essere utilizzati sacchetti di qualsiasi tipo, che l’esercente dovrà acquistare. Ogni volta che il cassonetto sarà pieno, sarà cura dell’attività esporlo all’esterno la sera precedente per consentirne lo svuotamento.
Quali sono le criticità?
Nella fascia 1 gli operatori ecologici dovranno caricare un sacco alla volta, indipendentemente dal peso. Se questo può sembrare normale per piccole utenze, il problema si pone nelle palazzine dove già oggi si utilizzano cassonetti che contengono più sacchi. Si pensi a 12 famiglie con 12 sacchi: l’operatore dovrà sollevarli e caricarli singolarmente sul mezzo, con una fatica inutile che rappresenta un passo indietro nelle modalità di lavoro.
Nella fascia 2 non vi sarà alcun controllo su chi è virtuoso e chi no. Anzi, paradossalmente, chi rispetta le regole si troverà a pagare anche per chi non lo fa, con una ripartizione dei costi non equa. Inoltre, molti condomini tengono i cassonetti sempre all’esterno: l’operatore sarà
quindi tenuto a svuotarli ogni volta, anche se mezzi pieni. I condomini dovranno inoltre individuare un referente (a quale titolo?) che deciderà quando il bidone è abbastanza pieno da essere esposto per lo svuotamento.
Nella fascia 3 scompare il sacco conforme e si potranno usare sacchi di qualsiasi tipo. Si pensi a un bar in centro storico che espone il proprio bidone pieno la sera: chiunque potrebbe aggiungere il proprio sacco, anche non residente, poiché non esiste più il vincolo del sacco conforme.
Chiediamo all’amministrazione di posticipare l’avvio della tariffazione al 1° gennaio 2028 e di attivare, sin da subito, una fase di sperimentazione strutturata che consenta di individuare e correggere tutte le criticità emerse.
Solleviamo inoltre una questione legata alla tutela concreta per gli operatori ecologici, che non possono essere esposti a carichi di lavoro inutilmente gravosi: è inaccettabile imporre sollevamenti ripetuti di pesi evitabili quando soluzioni già in uso, come i cassonetti, garantiscono maggiore sicurezza ed efficienza.
Chiediamo infine l’introduzione di un sistema di controllo realmente efficace nei condomini, capace di assicurare equità tra gli utenti e di premiare in modo chiaro e trasparente i comportamenti virtuosi, evitando che inefficienze organizzative ricadano ancora una volta sui lavoratori e sui cittadini più
corretti.
Imerio Frattini
Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle VCO
M5S perplessità sulla TARIP
Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato del Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle VCO, riguardante la TARIP.
