ANPI su intitolazione lungolago a Ramelli

Riceviamo e pubblichiamo, una nota di ANPI, critica sull'intitolazione lungolago a Ramelli.

Verbania
ANPI su intitolazione lungolago a Ramelli
La decisione di intitolare una parte del lungolago di Intra a Sergio Ramelli ci lascia perplessi.

La città di Verbania è stata insignita della Medaglia d'Oro al Merito Civile, conferita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 4 ottobre 2005. Il riconoscimento premia il coraggio, l'abnegazione e l'eroismo della popolazione locale durante la lotta di liberazione tra l'ottobre del 1943 e l'aprile del 1945

Una storia che rappresenta un elemento fondamentale della sua identità. Proprio per questo riteniamo che l'intitolazione di uno spazio pubblico dovrebbe nascere da un legame significativo con il territorio o da una scelta ampiamente condivisa.

Ci chiediamo quanti verbanesi, senza cercare su internet, saprebbero rispondere alla domanda: "Chi era Sergio Ramelli?". Probabilmente pochi. E questo rende ancora più difficile comprendere una scelta riferita a una persona che, per quanto ne sappiamo, non ha avuto alcun legame diretto con la nostra città.

Per questo fatichiamo a non pensare che si tratti di una decisione soprattutto simbolica e politica. Una scelta destinata a dividere il dibattito pubblico.

Sergio Ramelli fu una vittima degli anni di piombo. La sua uccisione fu un fatto grave e merita condanna, così come lo meritano tutte le vittime di quella stagione di violenza politica, senza distinzioni di appartenenza ideologica. Occorre ricordare che Ramelli era iscritto al Fronte della Gioventù, organizzazione neofascista che non disdegnava la violenza.

Ed è proprio questo il punto: perché ricordare una sola vittima? Se l'obiettivo è fare memoria di quegli anni tragici, non sarebbe stato più condivisibile dedicare quel luogo a tutte le vittime degli anni di piombo? Sarebbe stato un messaggio di unità, di memoria e di riconciliazione, anziché una scelta destinata, inevitabilmente, a suscitare contrapposizioni.

C'è poi un'ulteriore preoccupazione. Non vorremmo che Verbania diventasse, suo malgrado, un luogo di richiamo per manifestazioni o commemorazioni a forte connotazione ideologica, con il rischio di vedere sfilate di gruppi che si richiamano apertamente al fascismo, con camicie nere e saluti romani.

Non stiamo dicendo che questo accadrà certamente, ma è un rischio che sarebbe stato opportuno valutare.

Una città a vocazione turistica come Verbania ha tutto l'interesse a promuovere un'immagine di accoglienza, serenità e convivenza civile. Evitare scelte che possano alimentare tensioni e contrapposizioni dovrebbe essere un obiettivo condiviso da tutti, al di là delle appartenenze politiche.
Infine vorremmo proporre che si ritorni ad attribuire ai Consigli comunali, anziché alle Giunte, la delibera in materia di intitolazioni di odonomastica.



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