Tra le novità dell’edizione due coproduzioni internazionali, due danzatrici provenienti da Riverdance, rievocazioni celtiche, session tradizionali, folk elettronico e un progetto che coinvolge scuole, giovani e anziani del territorio.
AMENO (NO) – 25-27 settembre 2026. Per tre giorni Ameno si trasforma in un grande palcoscenico diffuso dedicato alla cultura folk europea. Torna il Claddagh Fest, festival che porta nel borgo del Lago d’Orta musica, danza, storia, artigianato e tradizioni, mettendo in dialogo le radici celtiche del territorio con le espressioni più contemporanee della scena folk.
L’edizione 2026 amplia ulteriormente la dimensione internazionale del festival, con artisti e formazioni provenienti da Irlanda, Scozia, Bretagna e Piemonte e con due nuove coproduzioni artistiche curate da Celtic Roses, nate dal confronto diretto tra realtà italiane e irlandesi.
Due coproduzioni internazionali tra danza e musica
Uno dei momenti centrali del programma sarà la coproduzione dedicata alla danza irlandese, che porterà ad Ameno Adriana Lynch e Niamh Wright, entrambe provenienti da Riverdance, insieme alle danzatrici Mariia Abakounova e Silvia Muñoz Romero.
Il progetto mette in relazione scuole, tecniche e sensibilità differenti, costruendo uno spettacolo in cui la tradizione della danza irlandese dialoga con linguaggi e percorsi artistici internazionali.
La seconda coproduzione nasce invece dall’incontro tra Piemonte e Irlanda: l’arpa di Aisling Lyons incontrerà le corde di Celtic Strings in una produzione originale sviluppata a partire da una residenza artistica tra i due Paesi. Un progetto nato non semplicemente dalla collaborazione tra artisti, ma dalla possibilità di creare nuova musica attraverso il confronto tra culture e tradizioni differenti.
La storia celtica diventa esperienza
Al centro del festival torna l’Area Decio, dedicata allo studioso Giulio Decio, che portò alla luce le necropoli celtiche di Lortallo.
L’area propone un’immersione nella vita e nei mestieri dell’antichità attraverso rievocazioni storiche, tiro con l’arco, tessitura, tintura naturale, lavorazione della forgia, cucina da campo e giochi di ruolo.
Quest’anno l’esperienza coinvolgerà anche per la prima volta gli alunni dell’IC San Giulio, che visiteranno i campi trasformando la conoscenza della storia locale in un’esperienza diretta.
L’obiettivo è avvicinare soprattutto le nuove generazioni a un patrimonio che spesso rimane confinato nei libri: non soltanto raccontare la presenza celtica sul territorio, ma permettere ai bambini di incontrarla attraverso persone, oggetti, mestieri e attività.
Quattro tradizioni europee, un unico festival
La musica rimane il cuore del Claddagh Fest. I concerti attraversano diverse anime del folk contemporaneo, dal folk-rock alle nuove scritture della tradizione fino alle contaminazioni elettroniche, con artisti e gruppi provenienti da Bretagna, Scozia, Irlanda e Piemonte.
Accanto ai concerti, le strade di Ameno ospiteranno le session di musica tradizionale irlandese: momenti informali in cui i musicisti si incontrano, suonano insieme e costruiscono la musica attraverso l’ascolto e l’improvvisazione.
È proprio nelle session che il festival recupera uno degli aspetti più caratteristici della tradizione folk: la musica come pratica condivisa, che non separa necessariamente artista e pubblico e che nasce dall’incontro tra persone.
La tradizione, però, non viene proposta come qualcosa di immutabile. Le serate dedicate alla folk elettronica metteranno in dialogo strumenti e sonorità tradizionali con beat e produzioni contemporanee, mostrando una scena folk europea capace di trasformarsi e contaminarsi senza rinunciare alle proprie radici.
Un festival costruito insieme alla comunità
Il Claddagh Fest coinvolge anche chi ad Ameno vive tutto l’anno.
L’organizzazione è portata avanti da un gruppo composto da giovani under 35, ma il festival coinvolge associazioni, strutture e generazioni diverse della comunità locale.
Uno degli esempi più significativi è la collaborazione con la Casa di Riposo Don Orione. Gli ospiti della struttura partecipano alla realizzazione delle scenografie e la stessa casa di riposo diventa uno degli spazi della manifestazione con il Palco Tradizioni, dedicato a teatro, teatro fisico, spettacoli di mangiafuoco e cornamuse.
Un progetto che porta il festival fuori dai tradizionali luoghi dello spettacolo e mette in relazione generazioni che raramente hanno occasione di condividere lo stesso progetto culturale.
Dalle Alpi alle terre celtiche
Il programma dedica inoltre spazio alle tradizioni del territorio. Il gruppo Wlaser di Ornavasso porterà ad Ameno costumi e rituali della propria cultura, creando un confronto tra la tradizione alpina e l’immaginario celtico che caratterizza il festival.
Un dialogo che parte da culture geograficamente diverse ma che permette di mettere in luce elementi comuni: il rapporto con il territorio, i rituali, i costumi e la trasmissione della memoria attraverso le generazioni.
Artigiani, strumenti e liuteria
A completare il programma sarà il mercatino celtico, affiancato dagli stand dedicati alla liuteria e agli strumenti musicali.
Cornamuse, bouzouki, violini, fisarmoniche e altri strumenti artigianali potranno essere osservati, provati e acquistati, offrendo al pubblico un ulteriore modo per entrare in contatto con il mondo della musica folk.
Benessere e nuove esperienze
La programmazione del Claddagh Fest si estende anche al benessere con un’area dedicata a musicoterapia, pet therapy, yoga accompagnato dall’arpa celtica, trattamenti osteopatici e percorsi di rilassamento.
Uno spazio pensato per affiancare alla musica e alle attività culturali una dimensione più lenta e personale, rivolta a famiglie, bambini e adulti.
Non solo concerti: laboratori, incontri e attività per tutte le età
La programmazione del Claddagh Fest si sviluppa ben oltre i concerti e trasforma Ameno in un luogo di incontro, apprendimento e partecipazione.
Durante i tre giorni del festival sarà possibile partecipare a numerosi laboratori musicali, dedicati a strumenti e repertori della tradizione folk, ma anche a workshop pensati per chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla musica tradizionale. Un'occasione per non limitarsi ad ascoltare la musica, ma imparare a conoscerne strumenti, tecniche e linguaggi.
Il programma comprende inoltre laboratori dedicati alle arti e ai mestieri tradizionali, attività per bambini e famiglie, momenti di animazione e giochi di ruolo che permettono di entrare direttamente nell'immaginario storico e fantastico legato alle culture celtiche.
A completare il programma ci saranno conferenze, incontri e momenti di approfondimento dedicati alla storia, alla cultura e alle tradizioni del mondo celtico e del territorio. Gli appuntamenti offriranno al pubblico la possibilità di conoscere non soltanto gli aspetti più spettacolari della cultura folk, ma anche le vicende storiche, le pratiche, gli studi e le contaminazioni che stanno alla base del festival.
Il risultato è un programma pensato per pubblici diversi: chi arriva per la musica può scoprire la storia e l'artigianato; chi è interessato alla rievocazione può partecipare ai laboratori e al gioco di ruolo; famiglie e bambini possono alternare attività didattiche, spettacoli e momenti di gioco; musicisti e appassionati possono invece partecipare ai workshop e alle session.
Il festival diventa così un'esperienza da vivere durante tutta la giornata, non soltanto un appuntamento serale con i concerti.
Una rete istituzionale tra Italia e Irlanda
La crescita del festival è accompagnata dal sostegno di una rete di istituzioni e fondazioni: Ambasciata d’Irlanda in Italia, Consolato Irlandese, Fondazione CRT attraverso il bando Not&Sipari, Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando Festival Partecipativi, Fondazione Amplifon con il Progetto CIAO e Consiglio Regionale del Piemonte – Organizzazioni Partecipate.
Una rete che sostiene un progetto nel quale la dimensione internazionale si intreccia con la partecipazione della comunità locale e con la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.
Tre giorni ad Ameno
Dal 25 al 27 settembre 2026, il Claddagh Fest porterà quindi ad Ameno una programmazione che attraversa epoche e linguaggi diversi: dalle necropoli celtiche di Lortallo alla danza di matrice irlandese, dalle session nei vicoli del paese alla musica elettronica, dai mestieri antichi alla liuteria, dalle scuole alla casa di riposo.
Un festival che utilizza il folk non soltanto come genere musicale, ma come punto d’incontro tra memoria, territorio, contemporaneità e comunità.
Per tre giorni, Ameno sarà il luogo in cui queste storie si incontrano.
Claddagh Fest 2026
Dal 25 al 27 settembre il borgo del Lago d’Orta ospita musicisti, artigiani, danzatori, liutai e artisti da Irlanda, Scozia, Bretagna e Piemonte.
