Con un approccio multidisciplinare, il convegno di studi organizzato dall'Associazione Casa della Resistenza e dal Parco Nazionale della Val Grande, nell’ambito del Parco Letterario Nino Chiovini, si focalizzerà sul tema delle mutazioni del paesaggio alpino di frontiera nel Novecento: dal paesaggio della sussistenza al paesaggio dell'abbandono e della wilderness.
Nella sessione mattutina il tema del paesaggio sarà declinato sotto l’aspetto storico e sociale: si parlerà di montagne, uomini e alpeggi, di disboscamenti e della costruzione della cosiddetta "Linea Cadorna", di vallate stravolte da rastrellamenti ed eccidi, dell'abbandono della montagna nel dopoguerra (interventi di Paolo Crosa Lenz, Angelo Vecchi, Leonardo Paracchini, Giorgia Frangioni, Luca Zanotta, Tullio Bagnati e Dario Martinelli).
Nella sessione pomeridiana ci si soffermerà sull’analisi di alcune buone pratiche alle diverse scale e approcci paesaggistici: da una parte i modelli di analisi e sviluppo tra natura e cultura (Claudia Cassatella) e quelli progettuali di ricucitura a fronte degli esiti disastrosi dei cambiamenti climatici (Fondazione Val Bavona), ma anche quelli di un paesaggio violato dalle guerre (Giorgio Vecchio); dall'altra le azioni in campo sul paesaggio terrazzato, vuoi in forma analitica e di restituzione cartografica (Gister), vuoi in forma di recupero dei terrazzamenti in Valle Antrona (Associazione Fondiaria Terraviva).
Possibilità di accreditamento come corso di formazione per insegnanti.
Per i geologi l'evento è accreditato ai fini APC geologi ai sensi dell'art. 7 comma 9 del Regolamento vigente per numero di crediti stabiliti dalla commissione competente. Evento in fase di accreditamento per i Dottori Agronomi e Forestali.
Pre-registrazioni e informazioni a: biblioteca@casadellaresistenza.it
Ingresso libero e gratuito.
Convegno "Il paesaggio alpino nel Novecento"
Sabato 31 ottobre, dalle ore 10:00 alle 18:00, si terrà alla Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce il convegno "Il paesaggio alpino nel Novecento. Evoluzioni e trasformazioni dell’ambiente montano sulla frontiera italo-svizzera”.
