65^ edizione di Stresa Festival

La 65esima edizione di Stresa Festival è ai blocchi di partenza: il lungo viaggio tra suoni e luoghi diversi inizia con due concerti che gettano un ponte tra molteplici musicalità, in un dialogo fra culture oggi più che mai necessario.

Stresa
 65^ edizione di Stresa Festival
Il compito di aprire la lunga serie di eventi, che si protrarrà fino a settembre inoltrato, sarà uno dei massimi esponenti dell’incontro fra tradizione nordafricana e jazz, Dhafer Youssef, virtuoso dell’oud, il liuto arabo. Il musicista tunisino si esibirà giovedì 16 luglio alla Stresa Festival Hall (Centro Congressi, ore 21; biglietti 30 Euro) per presentare il suo ultimo album Shiraz, coadiuvato da Daniel García al pianoforte, Lilian Mille alla tromba, Swaéli Mbappé al basso elettrico e da Tao Ehrlich alle percussioni.

Dhafer Youssef è considerato una delle voci musicali più distintive del nostro tempo; la sua arte trascende confini, lingue e generi. Già da bambino, nella nativa Tunisia, apprende la tradizione sufi della musica islamica: gran parte di essa riguarda l’amore, una comprensione mistica dell’esistenza umana e della spiritualità che si cela dietro la realtà. Nel 1990 Dhafer Youssef lascia la Tunisia per Vienna, iniziando una carriera che lo ha sempre più contraddistinto come musicista con un’idea molto chiara di come debba suonare la sua musica: radicata nelle tradizioni della musica araba e del sufismo, ma aperta alle sonorità contemporanee, che possono provenire da una varietà di fonti quali jazz, musica da camera, rock o persino musica elettronica. Dhafer Youssef ha così avuto poi modo di collaborare con artisti di varie nazionalità e di disparati orientamenti stilistici, da Paolo Fresu a Markus Stockhausen, da Herbie Hancock a Marcus Miller e allo scandinavo Eivind Aarset. L’album Shiraz, pubblicato dalla tedesca ACT Music, è un sentito omaggio da parte di Dhafer Yiussef alla moglie: «A Shiraz era stato diagnosticato un cancro. Ma di fronte a questa realtà, lei ha rifiutato la parola “lotta”. Ha detto invece: “Accolgo questo nuovo viaggio”. E lo ha affrontato con una grazia e una resilienza che continuano a ispirarmi. Quel periodo si è rivelato anche una sfida enorme. Mi ricordo che una volta sono entrato nella sua stanza in ospedale: il corpo di Shiraz era lì, ma la sua anima era altrove. La guardai; lei non ricambiò lo sguardo. Stava piangendo, e io mi sentivo impotente, smarrito. Solo la musica riusciva a raggiungerla, a calmarla, a riportarla da noi. E capii che il mio nuovo album poteva avere un solo titolo: Shiraz».

Venerdì 17, sul Lungolago La Palazzola di Stresa (ore 21; biglietti 25 Euro; Stresa Festival Hall in caso di maltempo) sarà la volta del trio del pianista tedesco Luca Sestak, con Michael Goldmann al contrabbasso e Nicholas Stampf alle percussioni.

Luca Sestak è un giovane pianista, compositore e produttore che ha conquistato la scena musicale internazionale con le sue performance virtuosistiche e il suo sound inconfondibile. Nato nel 1995, ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte classico all’età di nove anni, scoprendo poco dopo la musica jazz e componendo i suoi primi pezzi. Nel 2006 Luca Sestak ha iniziato a pubblicare le sue esecuzioni pianistiche su YouTube: da allora i suoi video hanno totalizzato oltre 30 milioni di visualizzazioni e hanno contribuito ad affermarlo come astro nascente nel mondo della musica. Ha iniziato a esibirsi in pubblico all’età di 14 anni, suonando in piccoli locali e in occasione di eventi locali. Lo sviluppo di uno stile unico, che fonde elementi di jazz, blues e boogie woogie con la musica classica e pop, lo ha fatto emergere come musicista e ben presto si è esibito nei festival in tutto il mondo.

La musica di Luca Sestak è caratterizzata dal suo virtuosismo, unito alla capacità di fondere con umorismo generi pianistici tradizionali come il jazz, la musica classica e il blues con elementi contemporanei e ritmi moderni. Le sue composizioni sono spesso una fusione di generi diversi e le sue capacità improvvisative non sono seconde a nessuno. È noto per i suoi ritmi intensi, le melodie piene di sentimento e la sua capacità di creare un legame emotivo con il pubblico attraverso la musica.



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