rassegna culturale
rassegna culturale - nei post
"Se me lo dicevi prima" - 18 Giugno 2026 - 15:03Venerdì 19 giugno Villa Donna Giusi di Dormelletto ospita il secondo appuntamento stagionale di Lakescapes, teatro diffuso del Lago, la rassegna culturale curata dalla compagnia di musica-teatro torinese Accademia dei Folli e promossa dai comuni di Briga Novarese, Colazza, Dormelletto, Lesa, Meina, Mergozzo e Sesto Calende. |
Eventi estivi a Verbania - 14 Giugno 2026 - 10:03Riceviamo e pubblichiamo, una nota dell'Amministrazione Comunale a margine della presentazione degli eventi estivi in città. |
Eventi Baveno dal 13 al 27 giugno - 12 Giugno 2026 - 19:33Eventi a Baveno e dintorni dal 13 al 27 giugno 2026 |
Succeso per il debutto del "Santa Marta Festival" - 4 Giugno 2026 - 13:04Grande successo per il debutto del "Santa Marta Festival": la chiesa gremita applaude gli Stresa Polyphonics. |
Tra Oriente e Occidente. La grande sfida dell'Europa - 28 Maggio 2026 - 10:03Il 29 – 30 – 31 Maggio 2026 presso Villa Giulia, Verbania Pallanza. |
Lakescapes - Madame Bovary - 23 Maggio 2026 - 18:06Madame Bovary apre la stagione 2026 di Lakescapes. Domenica 24 maggio a Lesa il capolavoro di Flaubert rivisitato in chiave moderna dall’Accademia dei Folli. |
Eventi Baveno dal 22 maggio al 2 giugno - 21 Maggio 2026 - 19:33Eventi a Baveno e dintorni dal 22 maggio al 2 giugno 2026. |
Festival COMICORTO - 20 Maggio 2026 - 10:14L'Associazione culturale Commedia Community (Teatro della Juta) in collaborazione con CGS Don Bosco Aps Verbania e Servizi Sociali del Verbano indicono l’edizione estiva del festival COMICORTO, riservato a cortometraggi di qualsiasi genere e attori di genere comico, commedia e stand up comedy. |
Mostra: "Fuoco alle polveri" - 14 Maggio 2026 - 15:03rassegna "La pietra racconta": "Fuoco alle polveri", esposizione sull'uso delle mine in cava e sulle vicende dei polverifici. Inaugurazione venerdì 15 maggio 2026 ore 21.00. |
Eventi Baveno dal 9 al 23 maggio - 9 Maggio 2026 - 08:01Eventi a Baveno e dintorni dal 9 al 23 maggio 2026. |
Eventi Baveno dal 24 aprile al 9 maggio - 23 Aprile 2026 - 19:02Eventi a Baveno e dintorni dal 24 aprile al 9 maggio 2026. |
La rassegna "La Pietra Racconta" compie 10 anni - 12 Aprile 2026 - 18:06La rassegna “La pietra racconta” che vede uniti l’Ecomuseo del Granito, il Mu.Me. Museo archeologico di Mergozzo e il Museo GranUM di Baveno, giunta alla decima edizione, per il 2026 si tinge dei colori caldi del fuoco per esplorare due principali fili tematici. |
"Momenti culturali 2026" - 4 Aprile 2026 - 15:03Tutto è pronto per il debutto dei "Momenti culturali 2026" di Raffaella Morelli. L'inizio con un recital che vide Raffaella protagonista a Cannero nel 2006 e poi uno scorrete di eventi nel tempo,e il creare un proprio spazio nella proposta culturale dell'Alto Verbano, arrivando a quest' anno, 20 anni! |
La ricerca in sanità: ASL VCO - 3 Aprile 2026 - 18:06Negli ultimi anni, il rafforzamento nelle professioni sanitarie della cultura dell’Evidence Based Practice (EBP, cioè la pratica basata sulle evidenze) è diventato un obiettivo strategico per garantire qualità, appropriatezza e sostenibilità dei percorsi assistenziali. |
Eventi Cannobio Aprile 2026 - 3 Aprile 2026 - 10:03Eventi a Cannobio e dintorni ad Aprile 2026. |
Eventi Baveno dal 28 marzo al 30 aprile - 27 Marzo 2026 - 10:33Eventi a Baveno e dintorni dal 28 marzo al 30 aprile 2026. |
"Fiabe senza confini" - 17 Marzo 2026 - 18:20Sabato 14 marzo si è aperta al Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola la Fiera del libro illustrato per l’infanzia e Premio letterario internazionale “Fiabe senza confini – dalla Domus Oxilia al cuore dei bambini”. |
Acqua Novara VCO celebra vent'anni: un programma di eventi per il territorio - 11 Marzo 2026 - 12:02Acqua Novara VCO festeggia nel 2026 il suo ventesimo anniversario con un ricco calendario di iniziative pensate non come una celebrazione autoreferenziale, ma come un'occasione per rafforzare il legame con la comunità e promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità e del servizio idrico. |
Eventi Cannobio Marzo 2026 - 3 Marzo 2026 - 08:01Eventi a Cannobio e dintorni a Marzo 2026. |
Metti un lunedì al Cinema...a Baveno - 1 Marzo 2026 - 15:03Sta per tornare la rassegna cinematografica a Baveno, il lunedì sera, presso il Centro culturale Nostr@domus in piazza della Chiesa 6. |
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NCD e Comunità.vb: "No alla chiusura dei Dea" - 8 Novembre 2014 - 17:36Cosa ha buttato via il VCOPer guardare un po' al di la del nostro naso, estrapolato dal sito "architetturasostenibile.it", e per sapere cosa il VCO ha buttato via: "Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di “recuperare una visione umanistica dell’ospedale”. Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca(a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l’architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l’evoluzione e l’avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la “visione umanistica”. Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l’idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d’animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell’edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: • Umanizzazione: lo spazio e l’ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. • Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. • Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. • Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all’ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico–costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. • Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico–scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. • Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l’aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità". |
Lega Nord su sanità e punto nascite - 21 Settembre 2014 - 22:16La sanità del futuroEppure ci sarebbe la possibilità di evolvere anche in campo sanitario. Vi allego un estratto del progetto di Renzo Piano dell'ospedale del futuro. intanto che noi litighiamo per il nostro pollaio, altri volano alto. Buona lettura. RENZO PIANO: LA VISIONE SULLA TIPOLOGIA OSPEDALIERA E CRITERI D'INTERVENTO SOSTENIBILI Un'analisi tipologica. Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di "recuperare una visione umanistica dell'ospedale". Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca (a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l'architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l'evoluzione e l'avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la "visione umanistica". Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l'idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d'animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell'edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: Umanizzazione: lo spazio e l'ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all'ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico-scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l'aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità. |
